9 ragazzi su 10 hanno problemi di vista. Colpa della DAD?

A pochi giorni dall’inizio della scuola, mentre sono in atto diverse discussioni e ristrutturazioni all’interno dell’ambiente scolastico, lo studio “Ci vediamo a scuola”, realizzato dagli Istituti clinici Maugeri in collaborazione con l’ufficio scolastico di Milano, ha evidenziato che nove studenti su dieci hanno sviluppato negli ultimi anni disturbi visivi. A finire sotto accusa è stata la ormai nota didattica a distanza, soprattutto a causa del prolungato utilizzo di pc, tablet e smartphone da parte degli studenti italiani nell’ultimo anno e mezzo.

Secondo Idor De Simone, optometrista e coordinatore del progetto – “oggi il 90% degli alunni ha il canale sensoriale disturbato, il che significa affaticamento visivo, mal di testa, deficit di attenzione e di concentrazione con conseguente diminuzione del rendimento scolastico”. I risultati sono importanti: dal 71% di difetti visivi pre-pandemia si è passati ad un 90% dopo due lockdown e oltre sei mesi di didattica a distanza. “Numeri che non si possono sottovalutare tanto più che il 47% degli alunni che evidenzia difetti visivi non ha alcun tipo di correzione. Il 63% ha poi disturbi oculomotori che, come strabismi latenti o manifesti, vanno ad impattare sui movimenti degli occhi durante la lettura e la scrittura e potrebbero condizionare l’acquisizione e la rielaborazione dell’immagine”, sottolinea De Simone.

Tuttavia, secondo  Danilo Mazzacane, segretario della società scientifica Gruppo oculisti ambulatoriali liberi (GOAL), la didattica a distanza non deve essere demonizzata in quanto ha permesso a molti studenti di mantenere comunque un canale di contatto con amici, insegnanti in un momento difficile di isolamento e restrizioni. Per Mazzacane è quindi necessario agire preventivamente – “Esiste un calendario dato dalla società scientifica oculistica secondo cui si consiglia di fare una prima visita entro i sei mesi di vita, in cui si effettua il cosiddetto test del riflesso rosso, che serve a scoprire eventuali malattie come cataratta congenita e retinoblastoma – riprende Mazzacane -. Successivamente deve essere fatta una visita oculistica a tre, sei e dodici anni. Queste sono le tappe fondamentali da calendario, poi occorre tenere conto che lo sviluppo della visione si completa tra i sei e i nove anni. Allora è fondamentale un corretto stile di vita con pause di almeno dieci minuti ogni due ore davanti al pc e non eccedere nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, in particolare prima di dormire perché la luce blu di tablet e smartphone incide negativamente sul riposo notturno”.