In India cresce la paura per l’epidemia di mucormicosi, detto anche “fungo nero”

E’ panico in India per la delicata situazione che questa nazione sta vivendo. Sappiamo, infatti, che l’India è una delle nazioni dove il Covid-19 ha avuto un impatto davvero considerevole e come se non bastasse, ora sarebbero migliaia, secondo uno comunicato emesso dalla AFP, i morti in India a causa dell’infezione di un fatale fungo nero che provoca quella che era, prima di questi eventi in India, una malattia abbastanza rara, la mucormicosi.

Si tratta di una patologia aggressiva che vede il fungo raggiungere il cervello e che costringe a volte gli operatori medici ad eseguire delicate operazioni per rimuovere occhi, naso, mascella o altre parti della testa per impedire che raggiunga l’organo più importante, ossia il cervello. Attualmente il tasso di mortalità della mucormicosi sembra essere addirittura del 50%.

Solitamente questa malattia colpisce meno di 20 persone all’anno, ma attualmente è stato calcolato che in tutta l’Indi vi siano più di 2000 persone affette da questa epidemia; la maggior parte di esse nello stato del Maharashtra, di cui Mumbai ne è la capitale.
Secondo la AFP, diversi resoconti dei media indiani raccontano che il governo e le autorità statali hanno già emanato diverse allegraste perché si prevede un aumento dei casi.

Alcune delle ipotesi sulle cause di questa epidemia vengono associate all’acqua contaminata che è contenuta nelle nelle bombole dell’ossigeno e negli umidificatori d’aria che hanno permesso ai funghi di diffondersi maniera incontrollata, in particolare nelle strutture sanitarie. Ma soprattutto, secondo gli esperti l’ aumento incontrollato delle infezioni da “funghi neri” sarebbe da attribuire anche ad un utilizzo incontrollato degli steroidi che vengono utilizzati nelle terapie mediche per trattare i pazienti affetti da coronavirus.

Insomma non sembra esserci pace per una nazione che in quest’ultimo anno e mezzo ha sofferto e continua a farlo per diverse problematiche.